Il germe di quest’idea

Dal taccuino dell’ideatore di ‘in mia memoria’

Quest’idea può avere un significato interiore, senza tuttavia voler entrare negli aspetti religiosi e senza pretesa di sostituire il significato “fisico” della vicinanza.
Perchè non utilizzare il QRcode, questo ‘filo dell’Anima’ offerto dalla tecnologia, per aprire un canale privilegiato con i defunti che abbiamo bisogno di ricordare nei momenti d’intimità, o anche semplicemente per sentirci loro più vicini raccontando i momenti particolarmente intensi, la quotidianità e tutto ciò che ci può aiutare a sentirci meno soli, sapendo che questi stati d’animo arrivano esattamente dove c’è un pezzo della nostra vita?
Certo potrebbe sembrare una forma di speculazione. A molti poco importerebbe del giovamento di altri, che vivrebbero un costante invito al ricordo.
Perché i fotogrammi particolari delle nostre vite, spesso costituiti da un semplice pensiero, da una foto, da una prece, vengono sempre donati in momenti particolari e poi immediatamente dimenticati da tutti fuorché dalle persone realmente vicine al defunto.
Perché l’esistenza è sempre più ardua da vivere.
Ma se avessimo un aiuto? La possibilità di alimentare il ricordo per mezzo della continua comunicazione ai nostri cari degli stati d’animo più intimi?
Sentirci vicini ai nostri defunti, nella pienezza del momento e nella totale intimità per mezzo di un filo che lega spiritualmente e fisicamente…
Sono certo che sarebbe utile a molti.

 

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